L’immagine raccontata: Le Scuole di Guernica

Ci sono casi in cui le foto chiedono di essere raccontate, indipendentemente da quanto siano belle o meno belle, per ciò che mettono insieme in una inquadratura, e anche per ciò che non si vede ma c’è.

Questa foto è stata scattata a Guernica (Gernika in lingua basca). Paese della Spagna del Nord che molti conoscono, o dovrebbero conoscere, almeno per l’incomparabile capolavoro di Picasso che ne raccontò e denunciò il feroce bombardamento da parte dei nazisti arrivati in aiuto del sanguinario dittatore Franco. Guernica venne scelta come bersaglio perché capitale politica e morale dei Paesi Baschi, fieri e indipendentisti, irriducibilmente repubblicani e resistenti al regime fascista che si stava imponendo in Spagna.

Nella cittadina, semplice e bella, un’aria particolare si respira ancora. Stendardi, murales, anche il colore dei palazzi evoca atmosfere quasi cilene, un senso di fierezza e di sostanza popolare che non sembra domato.

Fra i molti edifici pubblici, a un certo punto vedo questo grande palazzo dove campeggia la scritta “Scuole Pubbliche”, in modo quasi sfrontato. Decido che vale la pena fotografarlo, perché nel suo aspetto antico ma ben solido, e in quell’aggettivo “pubblico” così esplicitamente sbandierato mi sembra ci sia qualcosa che merita di essere ritratto.

Dopo il primo scatto più lineare, cerco una inquadratura che riesca ad arricchire il tutto con qualche elemento in più. Nel piccolo giardino (pubblico) che si frappone fra  me e la piazza ci sono diversi anziani. Sembrano a loro agio, chi legge su una panchina, chi passeggia in compagnia di qualcun altro. E vedo due anziane signore che si avviano verso la scalinata che scende verso la piazza.

Decido che sono loro l’elemento che mi manca.

Istantaneamente sento che l’edificio scolastico, così deliberatamente e orgogliosamente “pubblico”, sede naturale della formazione e dell’avvio alla vita dei giovani del posto, e le due signore anziane che vivono la loro cittadina in modo così tranquillo, fuori di casa, passeggiando per le sue strade e i suoi giardini, abbiano molto da dialogare. Mi pare  siano in diretto contatto uno con le altre. Come se senza l’uno le altre non potessero esserci, e viceversa.

Attendo con la pazienza doverosa di ogni fotografo. Quando arrivano nel punto dove ho deciso che sarebbero arrivate, scatto.

Probabilmente per me, al di là dell’estetica, ne esce la foto più rappresentativa fra quelle che ho dedicato alla cittadina basca.

E mi viene quasi da darle come didascalia:

Signore e Signori, questa (o anche questa) è Guernica.

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2 pensieri riguardo “L’immagine raccontata: Le Scuole di Guernica

  1. Bellissima l’idea e l’inquadratura. Forse non l’hai voluto, ma c’è anche una corrispondenza quasi simmetrica tra il lampione, evidentemente vintage, e le antenne con le parabole dall’altra parte.

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