Tutti i colori di Nizza

Questo è un articolo essenzialmente fotografico, e dovrebbero parlare solo le immagini.

Vale però la pena di dire almeno qualcosa, pur nello spirito del meno possibile, per capire cosa rappresentano e in che contesto sono state realizzate, e anche perché credo che parlino di cose che vanno al di là del tempo (molto preciso) in cui sono state “catturate” queste immagini, e possano essere adatte a descrivere bene anche altri tempi e altri luoghi che ci troviamo e ci troveremo ad attraversare.

Le foto sono state scattate la sera del 14 Agosto 2016 a Nizza, durante una breve tappa di un lungo viaggio in terra francese, ad un mese esatto dalla terribile strage sul lungomare dove un enorme Tir fu usato come arma di distruzione di massa per falciare decine di vite innocenti, molte di bambini, per definizione i più innocenti di tutti.

Al di là del doveroso omaggio sulla Promenade des Anglais, teatro del massacro e ora consueta sfilata di fiori e pensieri per le vittime, ciò che davvero mi colpì fu una passeggiata nel grande parco lungo la Promenade du Paillon, subito dietro il lungomare, dove magnifiche strutture ludiche e fontane colorate e rinfrescanti offrono bellissimi spazi di gioco, condivisione e aggregazione per bambini e adulti di tutte le età.

Guardando, e fotografando, non ho potuto fare a meno di pensare quanto il racconto che ci offrono costantemente i mezzi di comunicazione, soprattutto a ridosso di tragedie come quelle, sia spesso (al netto di alcuni benemeriti che ancora fanno giornalismo andando a verificare sul posto) enormemente distante dalla realtà dei luoghi, e quanto il nostro immaginario (e le chiacchiere che se ne fanno soprattutto ormai sui social network) tenda a costruirsi un paesaggio distorto, in quel caso fatto in gran parte di accuse rabbiose, di sfiducia, di odio strisciante, di gruppi di persone che si guardano fra loro con diffidenza e sospetto.

Lo dico perché io per primo faccio spesso questo errore.

Poi ci si muove, si esce dai propri confini fisici e mentali, si va a vedere di persona, ci si trova sul posto e posso dire, nonostante abbia già diversi viaggi al mio attivo, di aver raramente visto un numero così elevato di persone e bambini di qualunque etnia, colore, provenienza come quella sera a Nizza, con o senza veli, con o senza riconoscibili segnali di appartenenza, tutti indistintamente e indiscutibilmente cittadini della stessa città, tutti ugualmente liberi e tutti ugualmente feriti allo stesso modo, tutti abitanti dello stesso mondo.

La parola alle immagini:


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Nizza, 14 Agosto 2016

 

3 pensieri riguardo “Tutti i colori di Nizza

    1. Ma grazie Beppe. Ti dico che quella sera, in quella situazione, in quei giorni, vederlo così come ho cercato di fotografarlo è stato davvero emozionante, direi commovente (e non è che io mi commuovo spessissimo… 🙂 )

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